In un mondo governato dal clima di incertezza e da quest’aria di pessimismo, come puoi avere la giusta lucidità mentale?

Ormai ne hai la prova tangibile, viviamo in un mondo governato da continui e repentini cambiamenti, da ritmi sempre più frenetici e da esseri umani biologicamente non preparati a gestire questa infinita quantità di stress. 

L’ambiente aziendale in cui lavori oggi ti richiede di essere sempre più:

  • Capace di relazionarti in poco tempo, attraverso canali scritti (mail e messaggi scritti), mediati (chiamate telefoniche e web conference) e non mediati (in “presenza fisica” dal vivo) con uno stile comunicativosmart“, sia verso l’interno (con i colleghi e collaboratori), che verso l’esterno dell’azienda (con clienti e fornitori).
  • Veloce nel prendere decisioni e capire in funzione di pochi elementi quali possano essere le scelte migliori, al fine di produrre i migliori risultati possibili con il minor dispendio di energie (questo è il lato meno romantico della sostenibilità).
    Più aspetti ad implementare ciò che è necessario, più l’ansia aumenterà.
  • Emotivamente intelligente per sapere come gestire al meglio le tue emozioni (oltre ai tuoi pensieri) e gli umori delle persone che lavorano con te, così da poter performare al meglio a prescindere dal clima lavorativo di alta pressione in cui spesso vivete.
    Infatti, far dialogare le tue emozioni con i tuoi pensieri è di vitale importanza per consentire loro di fornirti l’energia necessaria e le informazioni chiave per andare oltre.
    Perché ricorda che le emozioni sono informazioni, che quando non vengono ascoltate ed elaborate diventano sempre più intense, fino a quando ti faranno perdere il controllo.

Per far fronte a queste necessità, la psicologia del lavoro e delle organizzazioni evidenzia il fatto di intervenire su tre aree:

  1. Formazione su misura
    Il problema non riguarda il carico di attività, ma come le diverse tipologie di attività vengono percepite dalle persone.
    Ciò spiega perché di fronte alla stessa attività, ci sono persone che vivranno differenti quantità di stress.
    Solitamente l’alto livello di stress percepito è sintomo di una bassa competenza operativa o di una pessima gestione del proprio umore derivante dal fatto che magari la persona non si sente all’altezza di svolgere quella determinata attività. Oppure non sa come farla e improvvisa.
    Quindi, serve intervenire con una formazione su misura volta a colmare e aggiornare subito le competenze comunicativo-relazionali, comportamentali ed emotive.

    Ad esempio un classico fenomeno aziendale (a cui ho assistito anche di recente), è quello di promuovere persone altamente performante, da ruoli operativi a ruoli gestionali senza un giusto adeguamento di competenze.
    Le persone sono tecnicamente preparate, ma per facilitare loro nel poter gestire e coordinare al meglio i propri team, siamo intervenuti di concerto con l’azienda attraverso una formazione su misura nel far acquisire le competenze necessarie per:
    comunicare e relazionarsi velocemente, per risolvere eventuali interferenze e fornire la massima chiarezza
    condividere e focalizzare il team sulla direzione aziendale, per far accadere le cose e conseguire i risultati che l’azienda si aspetta
    creare e favorire un clima “sano” in cui poter operare al meglio
    così da poter esercitare una leadership di qualità
    Queste sono capacità manageriali che hanno aiutato le persona promosse ad esprimere il loro meglio.
  2. Consulenza strategica
    Spesso in azienda c’è già una strategia ben precisa con la quale si spera di raggiungere gli obiettivi che l’organizzazione si pone, ma non basta.
    Perché serve tener conto in modo maggiore delle persone e delle caratteristiche individuali di ognuna. Su carta tutto funziona, poi aggiungendo bei colori sembra funzionare anche meglio.
    Ma nella vita reale aziendale, sono le persone a far funzionare le cose.
    Quindi attraverso la consulenza strategica, riesco ad individuare potenziali criticità, riguardanti l’aspetto organizzativo delle persone, in precedenza non considerate, al fine di essere di supporto agli interventi che l’azienda metterà in campo per risolverle e far si che gli obiettivi possano trasformarsi in una nuova realtà.

    Ad esempio, appena sono entrato in contatto con un’azienda seguita di recente, ho trovato una realtà con persone deputate alle famosechiamate a freddo” per l’acquisizione di nuovi clienti.
    Ecco questa è una criticità non considerata nella strategia perché troppo fragile e poco performante.
    In quanto è un’attività obsoleta che oltre a stancare la persona che la svolge, produce bassi risultati sul breve e medio periodo.
    Quindi, dopo aver individuato questa criticità, abbiamo reputato opportuno innovare questa metodologia adottando nuovi sistemi di inbound marketing che consentano a chi si occupa della parte di acquisizione commerciale di dedicare il proprio tempo anziché a degli sconosciuti, relazionandosi con potenziali clienti interessati ai prodotti e servizi.

    Altro esempio può riguardare la metodologia lavorativa adottata in azienda.
    Un’altra realtà da me seguita aveva all’interno una metodologia basata su infinite to-do volte a dire alle persone cosa fare e con delle tempistiche ben precise da portare a termine.
    In alcuni dipartimenti tutto funzionava alla perfezione, mentre in altri le persone si stavano sempre più alienando e demotivando in quanto non mettevano nulla del loro.
    In questi dipartimenti abbiamo iniziato a strutturare una modalità lavorativa basata sulla creazione di obiettivi e risultati chiave da conseguire.
    Poi siamo passati a fornire loro degli strumenti necessari per riuscire ad elaborare ed applicare nuove strategie, che tenessero conto della sostenibilità nel breve e medio periodo (perché quando le persone non si sentono coinvolte nel modo giusto, lavorano male e con un basso livello di soddisfazione).
    All’inizio è stato impegnativo, ma dopo mesi i primi risultati sono arrivati e la trasformazione è arrivata.
  3. Team Coaching
    Le aziende prosperano quando sono le persone a prosperare.
    Troppe volte si punta ad interventi mirati alla singola persona, che possono anche funzionare. Ma c’è un errore madornale alla base, la persona in un contesto one-to-one, si comporterà in modo differente dal contesto sociale in cui vive solitamente a livello lavorativo.
    Conosco ancora tanti colleghi, che per migliorare le performance del team agiscono solo sui singoli individui!
    Personalmente ho abbandonato da anni questa metodologia.
    In quanto i problemi nel team, vanno risolti con il team (se proprio sarà necessario, si valuteranno successivamente alle sessioni di team eventuali interventi sul singolo).
    Il lavoro basato sulle sessioni di team coaching, è proprio volto a ridurre ed eliminare quanto più possibile le interferenze tra le persone del team, oltre ovviamente a consolidarlo.

    In un recente caso aziendale da me gestito, ho trovato inizialmente persone che pur lavorando nello stesso team (che di fatto non esisteva) erano in costante conflitto tra di loro per la scarsa quantità di tempo necessaria al far fronte a tutte le attività necessarie che andavano svolte.
    I conflitti non erano tutti espressi, ma si palesavano attraverso un chiacchiericcio interno poco utile e soprattutto da enormi perdite di tempo in attività del tutto inutili.
    Quanto è emerso dalle cinque sessioni di team coaching, è stato straordinario perché il lavoro svolto in ogni sessione non solo ha consentito il diradarsi della confusione esistente in termini di ruoli e attività, ma ha consentito anche di far emergere dei punti chiave che la proprietà aveva totalmente sottovalutato, come l’inutilità di assumere nuove persone per far fronte alla carenza di tempo.
    Invece, sono state estratte le attività ad alto valore aggiunto che il team deve attenzionare ed eseguire in primis (e a cui invece prima dedicava pochissimo tempo).

Per vivere in un mondo governato dal clima di incertezza e da quest’aria di pessimismo, serve intervenire subito sulle aree più strategiche dotando le persone che lavorano in azienda delle competenze necessarie, di modalità operative più efficienti e soprattutto favorire il dialogo anziché la divisione per far si che i vari team possano portare l’organizzazione ad un livello più “sano” e differente.

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